BOSCHIEMARIPULITI


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CALABRIA AVVELENATA

 

RIMINI

BARCELLONA

 
 
 
 
 
 
 

INCENERITORI

 
 



Come di consueto il comitato POSEIDON, Associazioni ambientaliste dell'Alto Ionio Catanzarese, fra cui: Boschi e mari puliti, Comitato operatori economici di Cropani, Rangers, Cropani anch'io, Sentieri mediterranei, aderisce all'annuale campagna di Legambiente "Spiagge e fondali puliti". In coincidenza della "Giornata mondiale dell'Ambiente" il comitato propone di richiamare l'attenzione pubblica sull'area sensibile della Foce del Crocchio, Area SIC, Sito di Interesse Comunitario. Alle Amministrazioni Comunali di Cropani e Botricello si fa appello perché si attivino tutte le misure di tutela e valorizzazione che questa area sensibile richiede. Su questo punto POSEIDON intende mantenere viva l'attenzione delle Istituzioni interessate con proposte e con la promozione di adeguate iniziative necessarie a recuperarne e a salvaguardarne le peculiarità ambientali. La valorizzazione di questa risorsa ambientale potrebbe costituire un forte attrattore di nuove forme di turismo, culturale, sociale e didattico, forme di turismo a basso impatto ambientale che si realizzano prevalentemente in bassa stagione, senza impattare, quindi, sull'intenso ma breve periodo estivo consentendo un allungamento della stagione turistica e l'avvio di uno sviluppo sostenibile. Pertanto, sulla base di queste riflessioni è stata promossa la giornata ambientale prevista per il 5 Giugno 2011 presso l'area SIC della Foce del Crocchio.

AVVIATA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA A CROPANI
MODALITA' DI RACCOLTA
SELEZIONE DEI RIFIUTI
ECOCALENDARIO
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MARE PULITO

L'Assessore all'ambiente del Comune di Cropani Vincenzo Falbo ha incontrato i rappresentanti del comitato delle associazioni ambientaliste POSEIDON per alcune comunicazioni relative al completamento dei lavori di potenziamento del depuratore di Cropani Marina (località Passo), alle nuove politiche di gestione del servizio di depurazione delle acque reflue domestiche e ad altre importanti iniziative che l'Amministrazione Colosimo ha avviato. Nell'incontro l'assessore ha sottolineato la volontà di intraprendere una nuova politica di gestione in proprio del servizio di depurazione, per scongiurare i tanti problemi e gli infiniti contenziosi che sono esplosi negli anni passati all'inizio di ogni nuova stagione estiva e portare fuori dalla cronica emergenza la gestione della depurazione delle acque reflue e del mare pulito. I lavori di potenziamento del depuratore di Cropani Marina, collaudati di recente, sono stati realizzati grazie al finanziamento di quel milione di euro che l'ex Presidente della Regione Calabria LOIERO stanziò dopo l'occupazione della 106 da parte dei turisti del Villaggio Carrao. Altri piccoli finanziamenti della Regione sono stati utilizzati per la gestione dell'impianto e per risolvere alcune criticità del sistema. Con precisione: 150.000 Euro, stanziati dalla Giunta Loiero, e 85.000 Euro stanziati dalla Giunta Scopelliti sono stati utilizzati per la manutenzione straordinaria del vecchio depuratore di Cropani Marina, quello di Cropani e degli impianti di sollevamento presenti sul territorio. La gestione in proprio dei finanziamenti sta consentendo di governare le problematiche connesse al ciclo della depurazione delle acque reflue domestiche con buoni risultati sul piano dell'economicità e dell'efficienza del servizio e, anche, sulla trasparenza di gestione delle risorse. La Ditta che ha eseguito i lavori è la Manutambiente. Gli interventi di manutenzione ordinaria sono finanziati con i fondi del bilancio comunale. L'Assessore all'Ambiente Vincenzo Falbo, grazie al lavoro svolto all'interno delle associazioni ambientaliste, conosce bene le problematiche dell'area e sta cercando di affrontare quelle più delicate, che sono all'origine dei tanti problemi di ogni estate. E' stata risolta la criticità relativa ad alcune stazioni di pompaggio, come quella di Località Passo che sembrava insuperabile e che per anni, ad ogni estate, ha provocato la fuoriuscita di liquami a ridosso dell'abitazione di una famiglia del luogo. Si sta procedendo ad individuare eventuali scarichi abusivi e a potenziare gli altri tratti della rete che hanno reso maleodorante le estati di abitanti e turisti della zona. Ora il problema della depurazione è quindi affrontato seriamente e si ha un'idea chiara della problematica e di come affrontarla. Sembra la strada giusta per superare la logica dell'emergenza che tanto è costata in termini di danni economici e di immagine a questo paese. L'impianto di Cropani Marina ha ora due linee, con una potenzialità di depurazione complessiva di circa ventimila persone. L'Ingegnere Enzo Carito, responsabile dell'impresa realizzatrice dei lavori, ne ha illustrato il funzionamento ai rappresentanti delle associazioni del luogo. La vecchia linea, con una potenzialità variabile da tremila ad ottomila abitanti entrerà in esercizio, a secondo delle necessità, da primavera alla stagione estiva, mentre la nuova linea, più economica ed efficiente, ha una potenzialità di cinquemila utenti e sarà attiva tutto l'anno. A breve sarà pubblicato il bando di aggiudicazione del servizio. Purtroppo la qualità delle acque di balneazione non dipende solo dal depuratore di Cropani ma anche dai comuni limitrofi, speriamo che anche lì siano state già attivate iniziative simili, solo così si eviterà il rischio di pregiudicare il lavoro svolto qui a Cropani. L'Amministrazione Colosimo punta ora alla raccolta differenziata dei rifiuti che dovrebbe essere avviata a breve. Le Associazioni si aspettano che vengano ora affrontate con la stessa determinazione anche le altre problematiche ambientali del territorio: inserimento di criteri di sostenibilità ambientale nei nuovi strumenti urbanistici (in corso di redazione), realizzazione di piste ciclabili, eolico, inquinamento elettromagnetico, procedure di istituzione dell'area SIC (Sito di Interesse Comunitario) della Foce del Crocchio.

Mappa Cropani

CALABRIA di Leonida Repaci * (Dal blog di Emilio Grimaldi)

Quando fu il giorno della Calabria Dio si trovò in pugno 15000 km. quadrati di argilla verde con riflessi viola. Pensò che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro. Si mise all'opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi. Diede alla Sila il pino, all'Aspromonte l'ulivo, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Chianalea le palafitte, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l'olio, a Cirò il vino, a Rosarno l'arancio, a Nicotera il fico d'India, a Pizzo il tonno, a Vibo il fiore, a Tiriolo le belle donne, al Mesima la quercia, al Busento la tomba del re barbaro, all'Amendolea le cicale, al Crati l'acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia l'oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo all'altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, all'onda il riflesso del sole. Diede a Cosenza l'Accademia, a Tropea il vescovo, a San Giovanni in Fiore il telaio a mano, a Catanzaro il damasco, ad Antonimina il fango medicante, ad Agnana la lignite, a Bivongi le acque sante, a Pazzano la pirite, a Galatro il solfato, a Villa San Giovanni la seta greggia, a Belmonte il marmo verde. Assegnò Pitagora a Crotone, Orfeo pure a Crotone, Democede pure a Crotone, Almeone pure a Crotone, Aristeo pure a Crotone, Filolao pure a Crotone, Zaleuco a Locri, Ibico a Reggio, Clearco pure a Reggio, Cassiodoro a Squillace, San Nilo a Rossano, Gioacchino da Fiore a Celico, Fra' Barlaam a Seminara, San Francesco a Paola, Telesio a Cosenza, il Parrasio pure a Cosenza, il Gravina a Roggiano, Campanella a Stilo, Mattia Preti a Taverna, Galluppi a Tropea, Gemelli-Careri a Taurianova, Guerrisi a Cittanova, Manfroce a Palmi, Cilèa pure a Palmi, Alvaro a San Luca, Calogero a Melicuccà, Rito a Dinami. Donò a Stilo la Cattolica, a Rossano il Patirion, ancora a Rossano l'Evangeliario Purpureo, a San Marco Argentano la Torre Normanna, a Locri i Pinakes, ancora a Locri il Santuario di Persefone, a Santa Severina il Battistero a Rotonda, a Squillace il Tempio della Roccelletta, a Cosenza la Cattedrale, a Gerace pure la Cattedrale, a Crotone il Tempio di Hera Lacinia, a Mileto la zecca, pure a Mileto la Basilica della Trinità, a Santa Eufemia Lametia l'Abbaziale, a Tropea il Duomo, a San Giovanni in Fiore la Badia Florense, a Vibo la Chiesa di San Michele, a Nicotera il Castello, a Reggio il Tempio di Artemide Facellide, a Spezzano Albanese la necropoli della prima età del ferro. Poi distribuì i mesi e le stagioni alla Calabria. Per l'inverno concesse il sole, per la primavera il sole, per l'estate il sole, per l'autunno il sole. A gennaio diede la castagna, a febbraio la pignolata, a marzo la ricotta, ad aprile la focaccia con l'uovo, a maggio il pescespada, a giugno la ciliegia, a luglio il fico melanzano, ad agosto lo zibibbo, a settembre il fico d'India, a ottobre la mostarda, a novembre la noce, a dicembre l'arancia. Volle che le madri fossero tenere, le mogli coraggiose, le figlie contegnose, i figli immaginosi, gli uomini autorevoli, i vecchi rispettati, i mendicanti protetti, gl'infelici aiutati, le persone fiere leali socievoli e ospitali, le bestie amate. Volle il mare sempre viola, la rosa sbocciante a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi pingui, l'acqua abbondante, il clima mite, il profumo delle erbe inebriante. Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza, in cui entrava il compiacimento del creatore verso il capolavoro raggiunto. Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le fiumare, le alluvioni, la peronospora, la siccità, la mosca olearia, l'analfabetismo, il punto d'onore, la gelosia, l'Onorata Società, la vendetta, l'omertà, la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, l'emigrazione. Dopo le calamità, le necessità: la casa, la scuola, la strada, l'acqua, la luce, l'ospedale, il cimitero. Ad esse aggiunse il bisogno della giustizia, il bisogno della libertà, il bisogno della grandezza, il bisogno del nuovo, il bisogno del meglio. E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro, toccò a lui prender sonno mentre si svegliava il Signore. Quando, aperti gli occhi, potè abbracciare in tutta la sua vastità la rovina recata alla creatura prediletta , Dio scaraventò con un gesto di collera il Maligno nei profondi abissi del cielo. Poi, lentamente rasserenandosi, disse: "Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro parabola. Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io l'ho voluta. La sua felicità sarà raggiunta con più sudore, ecco tutto. Utta a fa juornu c'a notti è fatta". Una notte che già contiene l'albore del giorno. *Scrittore e pittore calabrese (Palmi, 5 aprile 1898, Roma 19 luglio 1985)



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